Grotta Azzurra -Capri-
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ESCURSIONI raccomandate:

• alla Grotta Azzurra, con un bellissimo tragitto verso ovest passando accanto ai bagni di Tiberio, poi sotto le dirupate pareti del terrazzo di Anacapri. La famosa grotta è una caverna marina, il cui suolo si è venuto progressivamente abbassando per effetto di bradisismo, ed è per metà riempita dal mare. La sua apertura misura poco più di un metro sul pelo dell’acqua. L’interno, ove si penetra con la barca, è lungo m. 54, alto 30, largo 15, e l’acqua è profonda da 14 a 22 metri. La luce filtrando attraverso l’acqua marina si rifrange all’interno diffondendo la caratteristica tinta azzurra. Gli oggetti immersi nell’acqua assumono un colore argenteo;

• il giro dell’isola, effettuabile con motoscafi, offre fantastiche visioni delle dirupate coste dell’isola e delle numerose grotte che vi si aprono; particolarmente emozionante il passaggio tra i faraglioni.

Da Marina Grande a Capri, con la funicolare o per strada, che passa presso la chiesa dedicata al patrono dell’isola S. Costanzo, del X-IX sec., ampliata nel ‘300, con cupola centrale e colonne antiche nell’interno (sulla destra della chiesa parte la cosiddetta scala Fenicia, ora interrotta, che saliva con oltre 500 gradini ad Anacapri), e giunge, al quadrivio di Capri m. 135. Di qui la strada a destra prosegue per Anacapri; quella di fronte scende a Marina Piccola; quella a sinistra con splendida vista percorre la cresta tra il versante settentrionale e meridionale dell’isola e raggiunge Capri.

Capri: capoluogo dell’ isola e centro della sua vita turistica e mondana, adagiata ad anfiteatro sulla sella tra le colline di S. Michele a nord-est e del Castiglione a sud-ovest; caratteristica cittadina, tutta bianca casette e viuzze anguste e tortuose, su cui si affacciano accanto alee poche superstiti botteghe paesane lussuosi negozi ed eleganti ritrovi, animati da una clientela cosmopolita.

• Piazza Umberto I: il grazioso, minuscolo centro della vita cittadina, tutta chiusa come un cortile. Sopra una scalinata (vista del colle di S. Michele) è la Chiesa di Santo Stefano, rifatta alla fine del ‘600 in fantasiose forme barocche orientalizzanti, a cupola e cupolette (nell’interno, ai piedi dell’altar maggiore, notevole pavimento marmoreo policromo, dalla villa Jovis). Intorno alla piazza si addensa il quartiere medioevale, di notevole interesse storico-urbanistico. Un giro nelle sue viuzze può dare un’idea immediata del singolare ambiente caprese, con il pittoresco gioco di archi, di scuri volti, di bianche pareti, di loggiati terrazzi e pergolati, che creano le più impreviste prospettive. Di fronte alla chiesa è il centro Cerio, con una biblioteca e una collezione entomologica;
• Certosa di S. Giacomo: si trova a sud dell’abitato in un breve avvallamento. Risale al secolo XIV, ma venne più volte devastata e rimaneggiata. Nonostante i rifacimenti è la più importante espressione dell’architetture caprese, soprattutto nella parte medioevale dalla copertura a volte estradossate. E’ impiegata come centro internazionale d’arte e sede di manifestazioni musicali, congressi, conferenze ecc. La chiesa ha il portale ogivale originario e nell’interno, a una semplice navata, le volte a crociera, monofore e trifore (restaurate). Nel convento si visitano: il chiostrino, quattrocentesco, su colonne dai capitelli in parte romani e bizantini; il chiostro grande, cinquecentesco, con portico a pilastri, attorno al quale si allineano le celle dei monaci; il belvedere sul ciglio precipite della rupe, da cui si ha una splendida vista sul mare, sulla punta Tragara coi faraglioni e su Marina Piccola;
• Belvedere Cannone: si trova a sud della città, sotto la rupe che porta in alto il pittoresco castello, tutto rimodernato, dal Castiglione. Vi conduce, in prosecuzione della semicoperta via Madre Serafina, un bel sentiero in parte a scalinata, che scopre sulla sinistra l’intero panorama di Capri. Vista sulla parte orientale dell’ isola, sui Faraglioni e sull’ insenatura di Marina Piccola.

PASSEGGIATE raccomandate:

• alla villa Iovis: uscendo a est, presso la chiesetta trecentesca di S. Michele, per la via Tiberio che sale vivamente tra ville, orti e uliveti, offrendo belle vista sulla costa di Marina Grande. Da ultimo si passa sotto l’ex torre del faro, quadrilatera in basso, cilindrica in alto, opera romana probabilmente d’epoca tiberiana, e si giunge agli scavi della villa, fatta costruire da Tiberio. Varcato il cancello si trova a destra il belvedere del salto di Tiberio m. 297, precipizio roccioso sul mare, dal quale la tradizione vuole che Tiberio facesse precipitare le sue vittime. Per una rampa a gradoni si sale verso l’alto, costeggiando a sinistra i grandiosi ruderi della villa imperiale, fino alla spianata (m. 354) ove sono la cappella di Santa Maria del Soccorso e una statua della Madonna; panorama sull’intero golfo di Napoli dall’isola d’Ischia alla vicina penisola sorrentina e su parte del golfo di Salerno. Dalla spianata si scende tra i grandiosi ruderi della villa Iovis o di Tiberio, le cui varie parti erano così distribuite: a est, in alto, sulla spianata, il quartiere d’onore; al centro, quattro grandi cisterne: a sud, il quartiere del bagno; a ovest, gli alloggi del seguito, la cucina e i servizi; a nord, la dimora imperiale comprendente tra l’altro una grandiosa loggia;
• all’arco naturale e alla grotta Matromània, uscendo a est per la via di Matromània e continuando nella via Arco Naturale, che termina a un piazzaletto a mezza costa sul mare; una gradinata scende all’arco naturale, ardita arcata rocciosa, a picco sulla costa orientale dell’isola in un paesaggio di selvaggia bellezza; dal piazzaletto, a sinistra si scende con ripida scalinata alla grotta di Matromània, che si apre a mezza costa ed ha forma semicircolare, con le pareti rivestite dimuro romano; era dedicata al culto di Cibele (Mater Magna, donde il nome). Di qui si può continuare nella stradetta, spesso a gradinate, che con bellissima passeggiata contornando le rocce del M. Tuoro va a sboccare al belvedere di Tra gara.
• al belvedere di Tra gara e ai Faraglioni, uscendo a sud-est per la via Tragara e giungendo tra giardini e ville al belvedere di Tragara m. 130, si può godere della vista sugli antistanti Faraglioni. Di qui si scende per la via Faraglioni al piccolo e roccioso porto di tragara, con una breve spiaggetta: di fronte è lo scoglio del Monacone (ruderi romani); sulla destra sono i tre Faraglioni, immani scogli, i primi due traforati da archi naturali; nel terzo, isolato e massiccio, detto lo Scopolo, vive una rarità faunistica dell’ isola, la lucertola azzurra;
• al parco Augusto e a Marina Piccola, uscendo a sud per la via Matteotti che con bella vista sulla Certosa e i Faraglioni porta al parco Augusto, bel giardino pubblico, dalle cui terrazze si gode una vista superba sulla costa tra i Faraglioni e Marina Piccola. Si prosegue nella via Krupp che scende a strette svolte ricavate nella roccia e con bellissime viste, lascia sulla sinistra in basso la torre Saracena della marina di Pennauto e raggiunge Marina Piccola.

Da Capri a Marina Piccola: la strada dal quadrivio di Capri scende (autobus) sotto gli strapiombi del M. Solaro, affacciandosi da ultimo, con bellissima vista, sull’insenatura di Marina Piccola, ove termina davanti alla chiesetta di S. Andrea.

Marina Piccola: comune di Capri. Approdo meridionale dell’isola e località balneare, in una pittoresca insenatura al piede dei dirupi del M. Solaro.
Il piccolo abitato si affaccia sulla marina di Pennauto a est e sulla marina di Mulo a ovest, separate dallo scoglio delle Sirene con il pittoresco arco delle Sirene e i ruderi di un porto romano. Consigliate sono le gite in barca ai Faraglioni, alla grotta Verde e ad altre grotte della costa rocciosa sul lato sud dell’ isola.

Da Capri ad Anacapri: (autobus) dal quadrivio di Capri la strada procede verso ovest salendo con bela vista di Capri, passa sotto uno strapiombo coronato dai ruderi del castello Barbarossa, percorre un tratto intagliato nella roccia che forma un fantastico belvedere sul golfo di Napoli, la penisola e il sottostante porto di Marina Grande, e sbocca infine pianeggiando sul verde, sul ridente altopiano ove si adagia Anacapri.

Anacapri: pittoresco paese dalle bianche case, disteso sopra un verdeggiante pianoro alle pendici del M. Solaro; tranquilla ed elegante stazione di villeggiatura.
In una piazzetta al centro dell’abitato è la chiesa settecentesca di S. Michele, che ha nell’interno ottagonale un famoso pavimento in mattonelle maiolicate rappresentante il Paradiso terrestre, su disegno del Solimena (1761) e, agli altari, dipinti del secolo XVIII.
A 10 minuti dalla piazza della Vittoria, seguendo la pittoresca via Capodimonte (dove sono negozi con prodotti di artigianato), si trova la villa S. Michele, che fu di Axel Munthe, medico e famoso scrittore svedese; contiene mobili seicenteschi e pezzi antichi, ed è interessante soprattutto per il giardino e per lo splendido panorama che si gode dalla terrazza attorno alla cappelletta di S. Michele.

ESCURSIONI raccomandate:

• al Monte Solaro m. 589, con la seggiovia (partenza da piazza della Vittoria), che sale l’erboso pendio settentrionale del monte e giunge alla cima; panorama grandioso sull’isola e sui golfi di Napoli e Salerno;
• a S. Maria Cetrella m. 434, per la mulattiera che sale il pendio settentrionale del M. Solaro. Il trecentesco santuario di S. Maria Cetrella, con l’annesso minuscolo eremitaggio, sorge sull’orlo di una parete rocciosa; splendido panorama su Capri;
• al belvedere di Migliara m. 292, uscendo a sud-ovest per la strada di Migliara attraverso l’ubertosa campagna. Dal belvedere si vede protendersi in mare la punta Carena; salendo sul costone roccioso a sinistra e affacciandosi sopra la punta del Tuono si ha una grandiosa veduta della costa meridionale dell’isola;
• alla torre di Damecuta e alla grotta Azzurra, uscendo dall’abitato verso ovest nella bella strada che scende tra vigneti e oliveti il terrazzo declinante di Anacapri e giunge in vista della costa occidentale dell’isola. A 2 km una strada a destra lungo il ciglio del terrazzo raggiunge le rovine di una grandiosa villa Imperiale romana, che si estendono lungo l’orlo roccioso fino alla Torre di Damecuta m. 151, eretta nel secolo XII contro i pirati; splendido panorama di mare. La strada continua scendendo a serpentine il ciglio dell’altopiano e termina a un piazzale sovrastante l’imboccatura della grotta Azzurra (vedi sopra).

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