Molo Pecorini -Filicudi-
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Filicudi è la scelta ideale per chi ha bisogno di trascorrere una vacanza tranquilla.

Al tramonto soprattutto si respira una sensazione fluente di pace mentre lo sguardo si perde tra le case diroccate, tra le mura una volta possenti e oggi rette da un labile equilibrio, costruite per consentire la coltivazione dei terreni, quando all’orizzonte si scorge il lento incedere degli asini, insomma una paesaggio d’altri tempi, o meglio un paesaggio che il tempo non ha mutato.
A Filicudi l’illuminazione stradale è superflua, bastano le stelle lucenti che coprono di magia il cammino nelle notti di luna piena. Le coste scendono dolcemente verso il mare che la circonda creando così una varietà di sfumature dell’acqua dal verde al blu al violetto.
Il paesaggio è caratterizzato da una folta macchia mediterranea formata prevalentemente dalle culture di capperi, vigneti, carrubi e ulivi che la rendono senza dubbio un’isola aspra e selvaggia.
Si approda a Filicudi porto, una bella ed ampia insenatura dominata a sinistra (arrivando dal mare), da Capo Graziano; esiste un altro approdo, Pecorini Mare, che non è attualmente praticabile.
Filicudi è un’isola di grande interesse archeologico ricca di reperti: a Capo Graziano sono tutt’oggi visitabili i resti di un villaggio preistorico, esistente tra il 1700 e il 1300 a.C., le preziose ceramiche e basamenti in pietra delle capanne lì rinvenute testimoniano l’importanza dell’isola sin dall’Età del Bronzo ed oggi sono conservate presso il museo di Lipari. E’ ancora più antico l’insediamento della zona di Piano del Porto. Addirittura, a Capo Graziano è stata disegnata una linea di vernice bianca sugli scogli che indica il divieto di immersione, oltre quel limite, poiché si entra nella zona archeologica sottomarina dove giacciono sul fondale resti di carichi di antiche imbarcazioni.
Proprio per celebrare le radici così antiche dell’isola ogni anno, per due giorni a fine agosto, le strade si colorano di una festa “Filicudi tra miti e leggende”, manifestazione ideata da due cantautori eoliani Angelo e Benito Merlino. Un lungo corteo d’imbarcazioni agghindate da foglie, fiori e festoni colorati parte da Filicudi Porto e rivolge un omaggio al mare per sottolineare l’importanza della tutela del patrimonio marino, con i gesti familiari di ogni anno si perpetua la leggenda dello sposalizio tra la Sirena Amanda e Bue Marino lanciando in mare dei fiori per poi, al calare del sole, rientrare con le barche in un porto illuminato dalla luce delle fiaccole.
Le spiagge a Filicudi sono di ciottoli arrotondati: la più conosciuta è quella de “Le Punte” raggiungibile a piedi dal molo, in alternativa vi sono quelle di Pecorini Mare o la spiaggia del Porto.
Oltre la spiaggia de “Le Punte” troviamo la particolare conformazione colonnare detta Filo di Lorani, proseguendo si giunge a Pecorini Mare e poi alla Punta di Stimpagnato dove ci si tuffa nelle favolose acque delle Grotticelle. Si incontra dunque la maestosa costa dello Sciarato famosa per la Grotta del Bue Marino, che vecchi pescatori così denominarono perché rifugio delle foca monaca di cui oggi non rimane alcuna traccia. La grotta è larga 30 metri ed, addentrandovisi, si avverte un magico senso mistico arricchito da favolosi giochi di luce.
A pochi metri scopriamo Punta Perciatu un promontorio lavico in cui si è aperto un valico grazie all’erosione delle acque marine. Si susseguono poi scogli da forme spettacolari: La Canna, faraglione di basalto circondato da acque cristalline popolate da molteplici varietà di pesci che suggeriscono una fantastica immersione subacquea ed infine, Montenassari, particolare per le sue creste.
Tornando a costeggiare la riva si incontra Lo Scoglio della Fortuna e le particolari insenature e calette di Punta Zotta ed il suo faro.
Oltrepassato lo scoglio Giafante il paesaggio è interrotto da qualche antico terrazzamento costellato da piccole abitazioni disabitate e sparse presso Punta dello Zucco Grande e dopo aver osservato il Monte Guardia si ritorna a Filicudi Porto.

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