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I 36 COMUNI DELLE PICCOLE ISOLE ITALIANE APPRODANO ALL’EXPO DI MILANO
17/09/2015

 

Il 18 settembre, alle ore 18, presso la Sala dell'Auditorium dell'EXPO arriveranno le piccole isole italiane con le barche cariche del loro bagaglio, di acque cristalline piene di tante varietà di pesci, di paesaggi incontaminati perché i loro abitanti li hanno conservati tali. I primi tutori della natura unica delle piccole isole sono proprio i loro abitanti che, da sempre, hanno anteposto la difesa delle loro coste, delle spiagge, della flora e della fauna sia terrestre che marina alla facile tentazione di costruire e cementificare. Questa loro propensione alla tutela è stata, nel tempo, consolidata anche dalle leggi che hanno identificato questi posti come Parchi e Riserve marine.
In qualche caso esse sono state riconosciute dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.

L'EXPO sarà l'occasione, per queste comunità isolane, di fare conoscere meglio le loro realtà perché tutti possano godere di questa natura bella ed a volte selvaggia che le isole esprimono.

Il vento ha plasmato le rocce, trasformandole in sculture uniche perché frutto di uno scultore che le ha forgiate, senza l'uso di "punta e mazzolu" (scalpello e martello), come direbbero gli abitanti di La Maddalena.

Anche le piante sono indirizzate e forgiate da questo scultore, che è lo stesso in tutte le isole. Esse seguono il soffiare del vento, che le fa inclinare nella direzione da esso voluta, creando chiome che si stagliano nell'aria quasi in orizzontale rispetto alla terra ed in qualche caso si adagiano sul suolo come gli ulivi di Pantelleria. Nonostante il loro adattamento e piegamento estremo alle forze della natura esse producono frutti con sapori indimenticabili perché pervasi dai profumi delle erbe loro vicine di habitat e dalla salsedine del mare che viene spinta molto oltre le coste.

Anche i capperi, i vitigni di queste isole esprimono prodotti non eguagliabili perché speciali sono le condizioni ambientali in cui crescono. Un esempio della tenacia di queste piante la ritroviamo nel vitigno del Carignano sull'isola di San Antioco. Esso ha resistito a pestilenze e malattie che, nei tempi antichi, hanno fatto sparire altri vitigni tranne questo che ci regala oggi un vino indimenticabile premiato in varie competizioni nazionali.

La vocazione gastronomica di queste isole non è esclusivamente marinara, come si potrebbe pensare in una prima immagine che appare ai nostri occhi: sole e mare, dunque pesce. Invece, le radici culinarie di queste isole scaturiscono e quasi fanno predominare quelle terrestri con la valorizzazione di ciò che la terra dà. Quando il mare è in tempesta e costringe le barche a stare a terra è quest'ultima che fornisce erbe e piante che, dalla sapienza delle donne isolane, sono state trasformate in piatti gustosi ed ancora oggi, che la maggiore facilità nei trasporti permette approvvigionamenti vari, continuano a rimanere i piatti veri della tradizione delle isole. Cibo povero e fatto con ingredienti poveri da dividere in tanti come bene esprime il titolo di un libro curato dalle donne Elbane che si
intitola " In sette a bere un uovo" di Lucia Paoli.

Zuppe di pane raffermo, imbevuto di brodo e che nascondono, tra uno strato di pane e l'altro fette di formaggio ed erbe aromatiche particolari, chiamata "zuppa quada " quasi ad evocare l'idea di piatti più prelibati ed a nascondere la povertà degli ingredienti che la compongono. Gli sfinci, dell'Isola di Salina, che altro non sono che nuvole dolci fatte con acqua e farina e che proprio come nuvole si sgonfiano alla prima posa di denti.

Tuttavia, in questa era della ricerca di genuinità e di semplicità essi diventano piatti da riscoprire e valorizzare anche per la particolare sapidità che esprimono.
Le isole italiane si caratterizzano non solo per cibi sani, perché frutto di una natura incontaminata, ma anche per cibi che potrebbero eliminare od attenuare patologie quali la celiachia e le intolleranze alimentari. E' dimostrato scientificamente che esse possano essere frutto di una trasformazione non corretta delle materie prime: l'uso di fermenti chimici e di processi accelerati di lievitazione non permettono di fare evolvere adeguatamente i principi attivi e quindi favoriscono il permanere di tossine che provocano le suddette patologie.

Le piccole isole italiane, oltre che mettere in maggiore evidenza questi fattori legati al sole e mare, intendono fare conoscere i diversi volti del loro territorio partendo anche dalla storia che li caratterizza:

- luoghi di immigrazione, di carcere, di confino e proprio per questo, più che in altre aree del Paese, luoghi di accoglienza, solidarietà e commistione di culture. Cito solo qualche esempio: il confino di Garibaldi a Caprera, quello di Napoleone all'Elba, quello dei partigiani a Favignana ed infine Ventotene, isola in cui è stato scritto il famoso Manifesto di Ventotene (sempre ad opera di confinati), che ha dato origine alla Unione Europea.

- il secondo volto che si metterà in luce è quello dei beni culturali. Le piccole isole sono piene di Musei frutto dei reperti archeologici del loro sottosuolo o della loro storia (Nave di Spargi, il percorso Garibaldino, il Museo di Lipari, quello affascinante e con impostazione moderna della tonnara di Favignana ecc.) di
quest'ultimo è particolarmente mirabile la tecnica delle campane che, a seconda di quella che si sceglie, fanno emergere figure rugose e provate di pescatori che raccontano la loro esperienza.

- Affascinanti sono anche i fortini che si ergono numerosi specialmente nell'Arcipelago di La Maddalena ma anche nell'Elba, in Sicilia, a Portovenere, alle Tremiti, che - oltre ad essere esempi di mimetizzazione tattica contro le invasioni per mare - sono anche esempi di tecniche costruttive avanzate e di pregio.

- l'artigianato costituisce un altro elemento di originalità sia legato al mare quale il Ciu a S. Antioco, il sandolino (kayak) a La Maddalena ecc, l'intreccio di cesti e nasse e la produzione di ceramiche bellissime in quasi tutte le isole.

- l'altro elemento che si vuole mettere in evidenza è il volto della solidarietà, della cooperazione e dell'integrazione. Da sempre le piccole isole sono state meta di sbarchi da parte di altre popolazioni e da sempre gli isolani hanno accolto ed integrato quelli che, un tempo, arrivavano più come invasori che come rifugiati. Tutti i giorni i media parlano di questi sbarchi, tanti anni fa questi sbarchi, non nella misura attuale, hanno avuto come meta le nostre piccole isole ma, proprio con il concetto che il mare unisce, sono stati accolti e le persone si sono integrate nelle nuove realtà. Anche la presenza del rappresentante delle Baleari e di Creta stanno ad evidenziare il rafforzarsi di una cultura europeista che è scritta nello stesso statuto dell'ANCIM.


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