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Isole della Sardegna

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Ben conosciuta nell'antichità sia dai Fenici che dai Greci, fu da questi ultimi chiamata Hyknusa o Ichnussa (Ιχνουσσα), o ancora "Sandalyon", forse per la somiglianza di un'impronta di un piede; per i Latini invece era conosciuta come Sardinia.

L'origine del nome Sardegna da alcuni studiosi è stato attribuito ai Shardana, una popolazione di navigatori-guerrieri provenienti dal Mediterraneo orientale e che secondo recenti teorie potrebbe essere identificata con le popolazioni sardo-nuragiche.

Lo Statuto Speciale, sancito nella Costituzione della Repubblica italiana del 1948, garantisce alle Istituzioni sarde una larga autonomia amministrativa e culturale, l'Isola è infatti depositaria di una millenaria cultura, con singolari peculiarità etniche e linguistiche.

Nonostante l'accentuata insularità, la posizione strategica al centro del Mar Mediterraneo ha favorito nel tempo l'interesse delle antiche potenze coloniali, favorendo rapporti commerciali e culturali, ma anche un succedersi di varie dominazioni che non hanno comunque impedito ai sardi di conservare le loro antiche tradizioni e la loro identità storica.

In epoca moderna, molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato nelle loro opere la bellezza dell'Isola, immersa in un ambiente in gran parte incontaminato, che ospita un paesaggio botanico e faunistico con specie uniche, nel quale si trovano poi le vestigia della misteriosa civiltà nuragica.
 

Geografia

Quanto ad estensione la Sardegna costituisce la seconda isola italiana e dell'intero Mediterraneo (23.821 km²), nonché la terza regione italiana avendo una superficie complessiva di 24.090 km². La lunghezza tra i suoi punti più estremi è di 270 km, mentre 145 sono i Km di larghezza.

Gli abitanti sono circa 1,68 milioni, per una densità demografica di 69 abitanti per km².

Dista circa 187 Km dalle coste della Penisola — dalla quale è separata dal Mar Tirreno — mentre il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine che si trovano 184 Km circa più a Sud.

A Nord, per 11 km, le bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e il Mar di Sardegna, ad Ovest, dalla Penisola iberica e dalle isole Baleari.

Più dell'80% del territorio è montuoso e collinare; per il 67,9% è formato da colline e da altopiani rocciosi, alcuni dei quali, molto caratteristici, sono chiamati giare o gollei se granitici o basaltici, tacchi o tonneri se in arenaria o calcarei.

Le montagne sono il 13,6% e sono formate da rocce antichissime, livellate da un lento e continuo processo di erosione. Culminano nella parte centrale dell'Isola con Punta La Marmora, a 1.834 m s.l.m, nel Massiccio del Gennargentu.

 

Le zone pianeggianti occupano il 18,5% del territorio; la pianura più estesa è il Campidano, che separa i rilievi centro settentrionali dai monti dell'Iglesiente, mentre la piana della Nurra si trova nella parte nord-occidentale tra le città di Sassari, Alghero e Porto Torres.

I fiumi hanno carattere torrentizio e i più importanti sono sbarrati da imponenti dighe che formano ampi laghi artificiali, utilizzati principalmente per irrigare i campi; tra questi il bacino del lago Omodeo, il più vasto d'Italia. Seguono poi il bacino del Flumendosa, del Coghinas, del Posada. I fiumi più importanti sono il Tirso, il Flumendosa, il Coghinas, il Cedrino, il Temo. L'unico lago naturale è il lago di Baratz, a nord di Alghero.

Le coste si articolano nei golfi dell'Asinara a settentrione, di Orosei a oriente, di Cagliari a meridione e di Alghero e Oristano a occidente. Per complessivi 1.850 km, sono alte, rocciose e con piccole insenature che a Nord-Est diventano profonde e s'incuneano nelle valli (rias).

Litorali bassi, sabbiosi e talvolta paludosi si trovano nelle zone meridionali e occidentali: sono gli stagni costieri, zone umide molto importanti dal punto di vista ecologico.

La Sardegna è circondata da molte isole ed isolette, tra le quali l'isola dell'Asinara, l'isola di San Pietro, l'isola di Sant'Antioco, l'isola di Tavolara, l'arcipelago della Maddalena con Caprera.

 

Clima

Il clima mediterraneo è tipico di gran parte della Sardegna, tranne alcune zone interne contraddistinte da un clima più rigido. Lungo le zone costiere, dove risiede la gran parte della popolazione, si hanno inverni miti, grazie alla presenza del mare, con nevicate rare, all'incirca ogni 5-10 anni e temperatura quasi mai sotto lo zero, ed estati calde e secche; la bassa umidità e la relativa mancanza d'afa, nonché la notevole ventilazione, permettono di sopportare facilmente le elevate temperature estive, capaci di raggiungere normalmente i 35 °C.

Nelle zone interne il clima è più rigido. Sui massicci montuosi più elevati nei mesi invernali nevica e le temperature scendono sotto lo zero. D'estate è fresco, soprattutto durante le ore notturne, e raramente fa caldo per molti giorni consecutivi.

Le precipitazioni risultano essere particolarmente scarse lungo le coste e nella zona meridionale, con medie inferiori ai 500 mm annui; in particolare, la località di Capo Carbonara fa registrare il valore minimo assoluto sia della regione che dell'intero territorio nazionale italiano, con una media di soli 266 mm annui. Nelle aree interne della maggior parte dell'isola la piovosità media è di 500-800 mm; in prossimità dei principali rilievi montuosi si registrano i valori pluviometrici maggiori dell'intera regione, che possono anche superare i 1000 mm annui. Per sopperire al problema della siccità, dalla fine dell'Ottocento ad oggi sono stati realizzati sull'intero territorio dell'isola circa 50 bacini idrografici, molti dei quali dotati di centrali idroelettriche.

La Sardegna è inoltre una regione molto ventosa. Il vento dominante è il Maestrale, seguito dallo Scirocco. Il primo mitiga le temperature estive ma spesso, a causa della sua velocità, crea danni non indifferenti all'agricoltura e favorisce anche la propagazione degli incendi; il secondo si rivela dannoso in particolare in tarda primavera, giacché intensifica l'evapotraspirazione causando stress idrici alle colture non irrigue.

Il regime dei venti ha favorito l'installazione di numerosi impianti eolici sui crinali di alcuni rilievi e in alcune aree industriali.
 

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