Al Santuario dl Terzito: la chiesa è la più antica delle Isole Eolie dedicata alla Madonna ed è il più grande centro di devozione alla Vergine Maria nell’arcipelago. Questo santuario ha radici molto antiche, che risalgono ai primi tempi del Cristianesimo. Si dice che il primo seme di devozione a Nostra Signora fu seminato da un eremita che si rifugiò sull’isola per scappare alle persecuzioni degli imperatori romani e qui costruì un minuscolo oratorio, come un ripostiglio, con l’immagine di Nostra Signora all’interno. Gli abitanti della vicina isola di Lipari cominciarono a giungere in pellegrinaggio e così decisero di costruire un tempio con pietre e materiali riutilizzati. Un vero santuario venne eretto lì al posto del primitivo ripostiglio, in una posizione fortunata sull’immensa vallata ancora chiamata Valdichiesa. Questa costruzione crollò intorno al 650 per cause naturali, l’imperatore Costante II ordinò che fosse ricostruito e il Papa Martino I, su richiesta dello steso Costante II, decise che la chiesa, una volta ricostruita, sarebbe stata dedicata al culto della Vergine Maria. Più di un secolo fa, il santuario fu convertito in uno a tre navate, la sua disposizione a croce Latina fu estesa e l’edificio fu poi decorato seguendo il gusto di quel periodo e il 21 luglio fu consacrato.
Oggi la chiesa contiene una statua lignea dipinta della Santa Vergine. L’attuale costruzione del santuario, che ancora conserva le linee architettoniche della chiesa del XIX secolo, è stata restaurata e completata negli ultimi venti anni.

IMMERSIONI:

  • alla Secca di Pollara: arrivando da Lipari, una volta aver circumnavigato Punta del Perciato, si entra nella spettacolare baia di Pollara. Non è necessario avere l’occhio di un geologo per capire che si è in un antico cratere in parte crollato. La secca si trova a pochi metri di distanza. Al largo dello scoglio che emerge nel centro della cala ci sono massi imponenti, alti più di dieci metri e vicini gli uni agli altri, quasi a formare una struttura rocciosa continua: picchi, valli, sentieri di sabbia alla base delle pareti, simili a torrenti che scorrono in un canyon. Tra queste rocce imponenti, sul fondo, si trovano bellissime attinie, estese colonie di spugne gialle con lunghi tentacoli, e meravigliose pareti rocciose, arricchite dalle ramificazioni delle gorgonie gialle. Le gole rocciose sono ricche di gronghi (anguille di mare) e di murene.
  • alla Secca del Capo: questa è composta di un’area rocciosa che sale in superficie, circondata da fondali di diverse centinaia di metri di profondità. I pescatori usano tre punti di riferimento per trovare questo posto: il Faraglione di Pollara deve apparire nel buco di Punta Perciato, il Monte Rosa deve essere tutt’uno con Punta Castagna, mentre lo Scoglio della Nave deve "fare canalicchio" con Panarea, ossia formare una "V" senza essere completamente distaccato dalle pendici dell'isola. Ci si deve immergere fino ad una profondità massima di 40-45 metri. Da qui avrete una vista spettacolare: il fondale è coperto da una nube di “guarracini” neri che contrasta violentemente con il biancore della roccia e il blue del mare. Il fondale è composto di larghi massi, ricchi di pesci di tana. Comunque, rispetto alle altre aree quello che cambia qui è la sensazionale probabilità di vedere pesci di taglia enorme, in particolar modo specie di mare aperto.