L’isola è la seconda dell’ Arcipelago toscano sia per grandezza che per popolosità. Numerosi sono i sentieri naturali presenti, che originariamente erano delle mulattiere percorribili dai Gigliesi anche a piedi e successivamente dai cacciatori per immergersi nella fitta boscaglia. Ora gli stessi sentieri, alcuni dei quali caduti in disuso, sono utilizzabili dai turisti per raggiungere i posti più belli dell’isola con camminate che non superano mai le quattro ore (andata e ritorno) con difficoltà medie e minime. E’ possibile unire tra loro i vari percorsi e prendere diramazioni per luoghi diversi,inoltre è previsto un servizio di autobus di linea da utilizzare, ad esempio, al ritorno. Tutti i sentieri sono ben curati e resi sicuri dai numerosi interventi che vengono effettuati per rendere piacevole la scoperta di questo paradiso.

I suoi centri principali sono:

  • Giglio Castello, meta suggestiva dal fascino unico, oggi è uno dei borghi medievali originali meglio conservati in Italia. E’ sede municipale, racchiusa da una cinta muraria intervallata da torri, fu eretta dai Pisani nel XII sec. e più volte ampliata e restaurata dai Granduchi di Toscana Nella Piazza XVIII Novembre domina la Rocca Aldobrandesca, un imponente struttura difensiva. La Chiesa di San Pietro Apostolo, costruita nel XV sec., contiene un notevole numero di reperti, tra cui un capitello corinzio del II sec. a.C. che sostiene l’acquasantiera e il reliquiario del 1724 con l‘ulna destra di San Mamiliano. Oggi questo gioiello è costellato di botteghe  e ristorantini caratteristici, ma la sua peculiarità sono le cantine dove viene prodotto e conservato il tipico vino Ansonaco;
  • Giglio Porto, unico porto dell’isola, sia turistico che per l’attracco dei traghetti della Toremar e Maregiglio che collegano l’isola con il promontorio dell’ Argentario. Costruito dai Romani, rimase immutato per diciotto secoli, fu poi ampliato nel 1796 e nel 1979. Imponente la Torre del Saraceno, eretta da Ferdinando I di Toscana con lo scopo di invogliare le famiglie di pescatori a tornare sull’isola dopo che dalla stessa erano fuggiti per le frequenti scorribande dei saraceni. Poco oltre sono visibili i resti della Villa Romana (I-II sec. d.C.) appartenente ai Domizi Enobarbi. Fuori dal porto, sulla destra, sorge la Torre del Lazzaretto sull’omonimo promontorio, fatta costruire da Ferdinando II per delimitare un’area adibita appunto a lazzaretto per i periodi di epidemie, oggi è una residenza estiva privata. Dal porto si snodano le due vie principali, Thaon de Revel e Umberto I, caratteristiche per i loro negozi, botteghe artigianali, bar e ristoranti affacciati sul mare. Il paese è costituito di vicoli con pittoresche casette multicolori e il mare della zona è stranamente limpido per esservi il porto;
  • Giglio Campese, il più importante insediamento turistico dell’isola con la spiaggia più grande. Da qui si possono ammirare dei tramonti mozzafiato, che nei periodi estivi si protraggono oltre le nove di sera, regalando a questo posto ben sedici ore di luce solare. La sua baia è incorniciata dal faraglione da un lato, e dall’imponente Torre medicea dall’altro. Questa fu costruita tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII sec., successivamente è stata collegata alla terraferma da un piccolo ponte, per presidiare la baia dagli attacchi dei pirati. Il nucleo storico è caratterizzato dalle “case dei trenini” e la grande spiaggia è piena di strutture turistiche. Questo è il luogo ideale per surfisti e subacquei appassionati.